Dopo tre anni Maurizio Sarri lascia ufficialmente Napoli per dedicarsi alla sua prima avventura estera col Chelsea. L’ex tecnico azzurro non si sarebbe mai aspettato di allenare il club partenopeo, figuriamoci  uno tra i più importanti della Premier League. La sua storia è sempre un buon motivo per raccontarla. In modo tale da essere un esempio per tutti: col lavoro e passione si può arrivare lontano (« Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro>>. Disse così a “Il Foglio” nel novembre 2015)

LA VITA

Maurizio Sarri è cresciuto a Castro (Bergamo) e successivamente a Faella (frazione del comune di Castelfranco Piandiscò, Arezzo). Da una famiglia di operai, il cui padre lavorava all’Italsider di Bagnoli, vicino Napoli.

Crescendo affianca la sua passione per il calcio (che lo spingerà ad allenare) col suo lavoro nella Banca Toscana di Firenze: la mattina lavora e il pomeriggio allena.

CARRIERA DILETTANTISCA

La sua carriera da allenatore inizia nel ’90 con lo Stia, in seconda categoria che gli consente l’anno dopo di firmare con la Faellese: qui compie il doppio salto arrivando in Promozione. Nel ’93 firma col Craviglia e nel ’96 con l’Antella, che porta entrambe in eccellenza. Dopo gli anni al Valdema e Tegoleto, passa, nel 2000, nel Sansovino. Con questa squadra, in tre stagioni, dall’Eccellenza arriva alla Serie C2, vincendo playoff e Coppa Italia Serie D nella stagione 2002-2003. Così ottiene la deroga per allenare in Serie C2 e firma con la Sangiovannese.

CARRIERA PROFESSIONISTICA

All’esordio nel calcio professionistico ottiene la promozione in C1 nel 2003-2004 e l’ottavo posto nel successivo campionato di terza serie. Il 18 giugno 2005 si dimette ma il 9 luglio firma col Pescara, esordendo in Serie B piazzandosi 11esimo. Da qui, tra esoneri e dimissioni, si siede nelle panchine di Arezzo (in cui nel 2007 gioca un quarto di finale contro il Milan), Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento per arrivare all’Empoli.

Tappa fondamentale della sua carriera: porta i toscani in Serie A nel 2014 e, al debutto nella massima serie, colpisce tutti con le sue idee di gioco che gli consentono di arrivare 15esimo con l’etichetta di “squadra rivelazione”.

NAPOLI

Nel giugno 2015 si dimette dall’Empoli e, corteggiato anche dal Milan, firma però col Napoli dopo l’esonero di Benitez. Inizia l’avventura partenopea con scetticismo visti alcuni risultati, tanto che Maradona lo attaccò pesantemente. Sarri però rispose con tanta umiltà che, partita dopo partita, smentì l’argentino, che infatti si scusò andando addirittura a fare visita alla squadra.

Chiude la prima stagione sulla panchina azzurra al secondo posto in campionato qualificandosi direttamente in Champions League facendo registrare, per la società partenopea, i nuovi record di punti (82) e vittorie in campionato (25).

A cui aggiungere record di reti stagionali in tutte le competizioni (106), maggior numero di reti realizzate (80) e minor numero di reti subite (32) nei tornei di A a 20 squadre.

Il secondo anno sulla panchina azzurra termina al terzo posto in campionato, qualificandosi per i preliminari (poi vinti) di Champions League contro il Nizza.

Riesce, inoltre, a migliorare alcuni dei record della società partenopea, raggiunti nella stagione precedente, stabilendo nuovi primati per quanto riguarda punti (86), vittorie in campionato (26), reti stagionali in tutte le competizioni (115) e reti realizzate (94) nei tornei di A a 20 squadre.

Il terzo anno sulla panchina azzurra termina, nuovamente, al secondo posto in campionato con conseguente qualificazione diretta in Champions League. In questa stagione migliora ulteriormente il record di punti (91), vittorie in campionato (28) e minor numero di reti subite (29) nei tornei di A a 20 squadre.

In questa stagione, dopo l’apparente scansarsi in un girone di Champions alla portata con conseguente eliminazione discutibile ai sedicesimi di Europa League, “illude” i tifosi per la vittoria dello scudetto, sbancando lo Juventus Stadium col gol di Koulibaly. Vittoria che però, nella partita seguente contro la Fiorentina preceduta da Inter-Juventus molto polemica, porta all’abbandono del sogno (“Abbiamo perso lo scudetto in albergo”).

Il 23 maggio 2018, dopo tre stagioni alla guida degli azzurri, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis annuncia l’interruzione del rapporto con il tecnico toscano, a causa dei suoi tentennamenti sul rinnovo del contratto. Il presidente infatti pochi giorni dopo annuncia Ancelotti.

LIMITI E MERITI

Nonostante i record ottenuti in Serie A, il bel gioco e il valorizzare della rosa, Sarri però è stato soggetto di critica.

Le sue “scuse” (“Colpa del fatturato”, “Abbiamo perso lo scudetto in albergo”), sono la prova che ha fallito nel salto di qualità, cioè far assumere una mentalità vincente ad una squadra che è riuscita comunque a tenere passo alla fortissima Juventus.

Inoltre, viste le tre competizioni, l’ultima stagione è stata quella più decisiva per quanto riguarda la rottura con De Laurentiis. Il rarissimo turn-over ha portato l’allenatore azzurro a puntare su 14 giocatori, motivo per il quale ha deciso di snobbare tutte le competizioni per concentrarsi alla vittoria del campionato.

Fattore che ha fatto infuriare il presidente partenopeo che comunque era disposto a rinnovargli il contratto, rinnovo che poi non è arrivato a causa dei dubbi da parte di Sarri.

Dopo quel Juventus-Napoli 0-1 è stata la prova che i campani peccano di mentalità, vista la sconfitta decisiva a Firenze dovuta alla partita del giorno prima tra l’Inter e i bianconeri. Fatto sta comunque che Sarri non verrà dimenticato mai dai suoi ex tifosi, che gli ha fatti sognare e divertire.

CHELSEA

Oggi Maurizio Sarri, dopo una lunghissima trattativa tra Chelsea e Napoli per risolvere il suo contratto vecchio, ha firmato con i ‘blues’. Chi lo avrebbe davvero detto. Tutti adesso sono curiosi se il calcio spettacolo napoletano si possa manifestare in un campionato dinamico come la Premier League. Dalla seconda categoria al Napoli (tra le accuse di Maradona che poi diventano parole di stima) fino al Chelsea: Maurizio Sarri proverà a stupirci ancora.

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