Con un intervista su Patrizio Oliva, ex pugile napoletano classe ’59, comincia attraverso il portale www.soccernews24.it una serie di articoli su campioni sportivi del passato.

Campione del mondo, categoria superleggeri e nella stessa categoria anche detentore del titolo europeo anche nei welter. Nonchè tricolore nei superleggeri medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca, nel 1980 sempre nella categoria superleggeri.

In carriera 152 incontri con 147 vittorie e solo 5 sconfitte.

Uno dei migliori pugili in assoluto a livello internazionale racconta un pò di se stesso, le sue passioni, i suoi sogni.

In vacanza in Sicilia tra una pausa ed un’altra con la tourneè teatrale che lo sta tenendo impegnato, gli porgiamo alcune domande.

Patrizio una delle tue passioni è il teatro, ma anche lo spettacolo con partecipazioni a fiction. Lo Sport ovviamente, nonchè allenatore di pugilato presso il polifunzionale di Soccavo, quartiere periferico zona occidentale di Napoli.

“Ho sempre amato il contatto con la gente, il contatto diretto, umano ed il teatro risulta la migliore forma espressiva per mettere in pratica tale passione”.

Continua l’ex pugile che poi spiega il lavoro che sta intraprendendo in tourneè. Patrizio il 26 giugno hai esordito al teatro Sannazzaro di Napoli e domenica 12 agosto per il Napoli Teatro Festival. Impegnati presso il cortile dell’Annunziata, sempre a Napoli, nello spettacolo dal titolo Patrizio Vs Oliva. Le cui repliche sono previste il 13 a Serramezzana provincia di Salerno nell’ambito della Rassegna Segreti di autore.

“C’è un progetto ed un discorso che porteremo avanti anche  nei prossimi mesi “. Risponde l’ex pugile che al termine di ogni incontro salutava il figlio (ciao Ciro a papà). “Amo avere a che fare con le persone ed il mio intento nello sport soprattutto, è quello di far crescere i giovani pugili del futuro, a cui dedico ogni mia energia”. Continua l’ex iridato. “Penso molto ai ragazzi che sudano in palestra tutti i giorni e nel frattempo coltivo le mie passioni”.

Ex tecnico della nazionale di boxe, dal ’96 al 2000 , in prospettiva un incarico internazionale sempre nel settore pugilistico: “C’è un intesa ma non abbiamo ancora messo nero su bianco”.

“Sono preoccupato per la possibile cancellazione del pugilato alle prossime Olimpiadi del 2020 a Tokio”. Dice Oliva che spiega i motivi. “Non è ancora sicuro ovviamente ma il rischio è forte causa un problema tecnico-economico della federazione internazionale a cui difficilmente si riuscirà a porre rimedio”. Chiude l’ex tecnico della nazionale.

Chiediamo al grande campione prima di congedarci, cosa pensa della vicenda che riguarda lo stadio Collana.

“Mesi fa andai dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, a cui dissi che non ero d’accordo sul nome proposto da lui per le Universiadi di Napoli del 2019. L’immagine di Marco Tardelli che proviene da un ambiente diverso e voluto soprattutto da molti esponenti politici”.

Spiega Oliva. “Gli suggerii alcuni nomi di olimpionici napoletani che meglio avrebbero potuto rappresentare la nostra città”. Non ho ricevuto alcun messaggio di sostegno da parte degli sportivi che io avevo suggerito. Eccezion fatta per Sante Marsili, ex pallanuotista della Rari Nantes Napoli che mi diede ragione l’unico sostegno da me ricevuto”. Continua Oliva che con amarezza condita con il suo personaggio molto spontaneo, diretto e sanguigno mi autorizza a scrivere in merito al Collana: “Nun me ne fotte proprio”, chi so piglia so piglia non sono affari miei”.

La delusione in merito è tantissima da parte dell’ex campione iridato. Il quale aveva cercato di portare avanti una causa. Che legittimamente avrebbe potuto sortire l’effetto sperato solo se si fossero mobilitati i campioni o ex campioni olimpici che tanto hanno dato lustro al nostro paese.

Ringraziamo pubblicamente Patrizio Oliva per l’intervista concessa in un momento di relax.

La nuova vita l’ennesima del pugile ormai attore di teatro napoletano purosangue, prosegue ormai in teatro dividendosi con il quadrato del ring che lui ha calcato per anni con successi leggendari in cui cerca i suoi eredi.

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