Sampdoria-Milan.

Quando sollevi al cielo un trofeo pensi ai tuoi cari e a tutto ciò che hai fatto per arrivare a quel traguardo. Giovanni Lodetti ha sconfinato le vette italiane, scalando poi l’Europa per conquistare il mondo.

Nel calcio la passione è sinonimo di sacrificio. E quanta strada ha percorso il ‘Basléta’ (mento marcato), quando da Caselle Lurani -oggi provincia di Lodi- doveva salire su più mezzi per recarsi agli allenamenti. Prodotto del vivaio rossonero, esordiva in prima squadra nell’ultima giornata del torneo 1961-’62, con il Milan fresco campione d’Italia.

Ha lasciato il Diavolo nel 1970, anno del Mondiale: anche lui partì per il Messico, ma venne escluso dopo l’infortunio di Anastasi. Valcareggi chiamò Boninsegna e Prati, due centravanti al posto di uno. Lodetti tornava in Italia, ma poi capì che dietro quel taglio si nascondeva la sua cessione al ‘Baciccia’, con Romeo Benetti diretto a Milanello.

A Genova ha conosciuto Giuseppe Sabadini, il quale ha vestito la casacca rossonera per sette stagioni. Scrivi Milan-Sampdoria e pensi a quella rete decisiva di Ruud Gullit, nel giorno dell’ultima rete ‘italiana’ di Srecko Katanec. Ma quel pomeriggio a Marassi indossava la maglia blucerchiata anche Evani, (altro) prodotto del vivaio arrivato quattordicenne a Milanello.

Esterno e poi centrale di centrocampo, alla Samp Chicco ha riabbracciato Giulio Nuciari, vice di Pagliuca ed ex rossonero.Gianluca era arrivato a Bogliasco come secondo di Guido Bistazzoni, il quale chiuse la carriera nel Milan come terzo portiere.

 Il match dell’11 settembre 1949 ha significato la prima vittoria del Diavolo nella Genova blucerchiata. 

E quella domenica del 31 ottobre ’93 anche Brian Laudrup ha scritto l’explicit realizzativo in Italia.

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