Le amichevoli estive di solito sono ottimi trampolini di lancio per chi non ha avuto e non avrà molto spazio o per qualche giovane che vuole mettersi in luce.
Arrivato nell’estate del 2001 in cambio di Vampeta, Adriano Leite Ribeiro nell’estate del 2001 era sia un giovane che voleva mettersi in luce sia un giocatore che non avrebbe avuto tanto spazio visto l’immensa batteria di campioni che poteva dispiegare l’Inter: Seedorf, Vieri, Recoba e Ronaldo che si stava riprendendo da quell’infortunio, quella rottura del tendine rotuleo, che condizionò poi negli anni a seguire la tenuta fisica del “Fenomeno“.
Adriano, insomma, era l’ultima ruota del carro ma con tanta voglia di fare bene.

Al Bernabeu, il 14 agosto 2001, in occasione di un’amichevole di lusso come Real-Inter, partiva titolare Bobone Vieri, bomber indiscusso, che segna subito l’1-0.
La partita risulta un po’ moscia, forse per colpa dell’afa, forse per il fatto che l’indomani è Ferragosto e i giocatori pensano a come grigliare la carne.
A 20 minuti dalla fine però, viene fischiato un calcio di rigore per i Blancos, che Fernando Hierro trasforma.
La partita sembra andare nei binari del pareggio ma Hector Cuper rompe gli indugi e manda in campo Adriano per dare una scossa al posto dello stanco Vieri.
È l’85° minuto di quella partita.

Quando l’Imperatore entra nel rettangolo di gioco, il Bernabeu si infiamma e capisce che forse stanno assistendo alla nascita di un altro “Fenomeno”.
Adriano aveva solo 19 anni ma in quei pochi minuti tocca la palla con enorme maestria e delicatezza, fa pure dei tunnel, accelera subendo anche fallo, dribbla come se stesse giocando al giardino di casa sua.
Poi subisce un altro fallo in zona pericolosa. Era una mattonella favorevole a Seedorf, ma Cuper dice che deve battere il piccoletto.
Adriano sistema la palla, prende una rincorsa media e poi boom.
Quasi 180 km/h di potenza e palla in rete. Casillas poteva fare di più?

Forse sì se sapeva parare dei fulmini. Ma ne dubitiamo. L’Inter vince ma la sorpresa più gradevole è questo brasiliano che in pochi minuti ha acceso la squadra e la partita, risultando decisivo.
Un amichevole che poteva essere davvero il trampolino perfetto per una carriera longeva e vincente..
Dopo il match del Bernabeu, alcuni cominciarono a paragonarlo davvero al “Fenomeno“, già.

In futuro Adriano sarà sì fenomeno, non in campo, ma in feste e festini.

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