Juventus Napoli. l partenopei escono dallo Allianz Stadium con una brutta sconfitta nel risultato ma sicuramente non nella sostanza. Colpe sue, ma forse non solo. I partenopei scendono in campo con la formazione “tipo” Sarri ma ancora una volta con il collaudato 442. Gli azzurri partono, così come nelle ultime uscite, a razzo pressando ed attaccando i bianco-neri a tutto campo. Al 5’ è Zielinski a colpire un clamoroso palo dalla distanza, pochi minuti e su errore di Bonucci in uscita, Allan anticipa Dybala serve Callejon che centra per Mertens che insacca a porta vuota.

Gli azzurri con i minuti colpevolmente calano perdendo il possesso del centrocampo mentre la Juve sale in cattedra con un buon possesso palla che si trasforma in supremazia territoriale. Al 26’ arriva il pareggio che era nell’aria, Ronaldo si invola sulla fascia crossa per Mandzukic che insacca di testa. La Juve continua ad attaccare e con Ronaldo sfiora il sorpasso su punizione ma Ospina ci mette una pezza. Nella ripresa arriva la doccia fredda.

Ronaldo calcia con potenza e Ospina devia sul palo, la palla arriva a Mandzukic che a porta vuota insacca il sorpasso. Il Napoli prova a rialzare la testa ed alzare soprattutto i ritmi ma sul maggior sforzo arriva l’episodio che direziona definitivamente la gara. Rui incautamente dà un pestone a Dybala venendo ammonito per la secodna volta con molto probabilità su suggerimento del VAR visti i secondi che passano dal fallo. Vada per il secondo cartellino ma sicuramente ci sono molti dubbi sulla prima ammonizione a metà primo tempo per un fallo dello stesso Rui su Pjanic.

Nonostante l’inferiorità numerica il Napoli ha anche la palla del pareggio con Callejon ma l’argentino solo in aerea calcia in bocca a Szczęsny. L’incontro in pratica finisce lì. Arriva poi anche il tris bianco-nero con Bonucci su azione d’angolo appoggia il pallone in rete su assist di Ronaldo. Il finale è senza emozione se non per la gestione discutibile dei cartellini di Banti. Il Napoli parte alla grande sorprendendo la stessa Juve, gioca venti minuti di un bellissimo e convincente calcio passando meritatamente in vantaggio.

Il problema è proprio lì, gli azzurri diventano timorosi e con il passar dei minuti perdono quel mordente che aveva caratterizzato la primna parte di gara. La Juve con i gran campioni che si ritrova dal canto suo ci mette poco a rimettere la partita in piedi. Nella prima rete c’è da sottolineare un primo errore di Hysaj che manca la respinta di testa lanciando di fatto Ronaldo. Sul cross del portoghese l’errore macroscopico è di Koulibaly che segue Emre Can nonostante il tedesco sia già marcato da Albiol.

Di fatto il senegalese lascia Manduzikic libero di insaccare di testa. Nel sorpasso della Vecchia Signora forse il portiere azzurro poteva fare qualcosa in più, sembra in ritardo nel momento della distensione, c’è poi da dire che è solo il fato che fa carambolare la palla proprio su Mandzukic per il più facile dei gaol. Il Napoli a metà ripresa in realtà sembra rientrare in partita ma una scelta di Bantifin troppo fiscale, calcolando anche la prima ammonizione, ferma le velleità di rimonta degli azzurri espellendo Rui, fra l’altro prossimo alla sostituzione.

Arriva poi la terza e ultima rete della Vecchia Signora dove è Malcuit a perdersi Bonucci. Al termine della partita c’è una sensazione di amaro in bocca, un po’ per il braccino corto azzurro che invece di affondare il colpo dopo l’uno a zero si accontentano di controllare il match e un po’ per un’espulsione che ti lascia il dubbio cosa sarebbe successo se invece la partita fosse continuata undici contro undici. Luci ed ombre tra gli azzurri. Il migliore è senza ombra di dubbio il leone Allan, indomabile ed instancabile. La Juventus ha una squadra attrezzata per ammazzare il Campionatosta al Napoli di Ancelotti non permetterlo soprattutto nella testa prima che nel gioco e nelle gambe.

Ora mettere da parte subito questa sconfitta e pensare alla partita di mercoledì per un dentro o fuori contro il Liverpool di Salah e Klopp.

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