<<Lo sai che Valentino mi voleva portare al Toro? Giuro. Mi fece la proposta durante un raduno della Nazionale. Gli piacevo. Naturalmente, rifiutai: troppo juventino per passare dalla parte del nemico. Anche se il nemico era il massimo: lui>>, rivelava Giampiero Boniperti a Roberto Beccantini in un’intervista per il centenario granata.

Se ‘Marisa’ si fosse trasferito al Fila, Guglielmo Gabetto gli avrebbe raccontato del suo passato

in bianconero, con sei presenze nell’ultima Juventus del ‘Quinquennio d’oro’. Poi scrivi Nestor Combine pensi a quella tripletta nella stracittadina sette giorni dopo il volo della’Farfalla granata’, accanto agli angeli di Superga; senza dimenticare la battaglia in Argentina con la maglia del Diavolo. Ma era stata la Vecchia Signora a portarlo in Italia e con la casacca bianconera ‘La Foudre’  festeggiò la coccarda tricolore dicinquantatré anni fa, anche se non disputò la finale.

Nel ’67 Gigi Meroni fu oggetto dei desideri di Madama. Nel libro ‘I campioni che hanno fatto grande il Torino’, Franco Ossola Junior scrive: ”Qualcuno si pente di aver inscenato in strada le baraonde di protesta sotto la sede sociale nelle strade cittadine per far intendere al presidente Pianelli che Meroni non si doveva vendere e tantopiù alla Juventus.

Era risaputo che sua maestà Gianni Agnelli tendeva ad innamorarsi dei fantasisti. Meroni lo era nel senso più pieno della definizione e quindi anche su di lui era caduto l’occhio rapace, ma competente, del grande magnate”. L’ultimo trofeo della storia granata è datato 1993, con il Toro di Mondonico che eliminò i bianconeri nelle semifinali della coccarda tricolore.

All’Olimpico di Roma sollevò la coppa nazionale Luca Fusi; il quale nell’annata successiva al Mondiale statunitense si trasferì sull’altra sponda del Po. Festeggiarono quella vittoria anche gli ex bianconeri Daniele Fortunato ePasquale Bruno.

Anche Robert Jarni ventiquattro anni fa si trasferiva a VillarPerosa, dodici mesi prima di Gianluca Pessotto.

di Antonio Capotosto

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