Gli azzurri riescono nel finale a strappare i tre punti al Sant’Elia con una magia di Milik. Facciamo un salto indietro. 

Ancelotti rivoluziona completamente la formazione lasciando in panchina per la prima volta contemporaneamente Insigne, Callejon, Mertens ed Hamsik.

Primo tempo equilibrato ed avaro di emozioni. L’unico sussulto è una ripartenza cagliaritana nata da un retropassaggio azzardato di Ounas. L’azione si esaurisce con la conclusione finale di Faragò respinta senza grossi affanni da Ospina. Il Napoli invece risulta disunito, privo di idee e soprattutto svogliato. Davvero troppo brutto per essere vero.

Nella ripresa i partenopei rientrano indemoniati ed in cinque minuti sfiorano la rete in tre circostanze. Prima è Milik a mancare il tap-in vincente su assist di Ruiz, poi è lo stesso spagnolo che dall’interno dell’area apre troppo il piede calciando la palla fuori e infine è ancora il polacco da buona posizione a calciare sull’esterno della rete. La partita ritorna equilibrata ma sono ancora gli azzurri a sfiorare il vantaggio sempre con Milik ma Cragno è bravo a respingere il sinistro dell’ariete azzurro.

A metà ripresa botta e risposta tra le squadre. Inizia il Cagliari con Farias che tutto solo, colpisce alto di testa. Un minuto dopo è il Napoli a sfiorare ancora il vantaggio, Milik anche lui di testa colpisce una clamorosa traversa interna a Cragno battuto. Ancelotti per l’assalto finale manda in campo in sequenza Mertens, Insigne e Callejon. Il Napoli sembra averne di più ma non arriva la giusta giocata. E proprio al 90° è Milik, il migliore dei suoi, con una meravigliosa punizione a regalare tre punti pesantissimi e meritati alla squadra di Ancelotti.

Partita dai due volti. I partenopei ancora una volta regalano un tempo agli avversari e sin dalle prime battute si ha la sensazione di un Napoli sottotono e con poche idee, vero è che questa volta il turn-over di Ancelotti sembra un pò azzardato non tanto per il numero di cambi ma per gli interpreti cambiati, coraggioso lasciare fuori i quattro tenori.

Probabilmente non si saprà mai cosa il tecnico di Reggiolo abbia detto nell’intervallo ma il Napoli che entra in campo nella ripresa è una squadra cattiva, affamata e soprattutto gioca con intensità. Gli azzurri sfiorano il vantaggio a ripetizione ma un pò la sfortuna ed un pizzico di imprecisione non gli permettono il vantaggio. Ancelotti lancia tutta l’artiglieria pesante a dimostrazione di quanto ci tenesse alla vittoria. Il goal partita arriva però solo con un’invenzione di Milik che risolve, sempre nel finale, come contro l’Atalanta una partita davvero difficile e per certi versi ingarbugliata. 

Grottesche le proteste nel finale di Maran per avere un ulteriore minuto di recupero quando gli stessi suoi giocatori hanno smesso di giocare per lanciarsi a terra fino a quando le squadre erano in parità.

Tre punti importanti su un campo da sempre ostico che mette definitivamente alle spalle la dolorosa sconfitta di Anfield. Basta parlare di anti-juve o obiettivi a tavolino, il Napoli deve vincere qualsiasi partita giochi che sia per l’Europa League, che sia per la Coppa Italia che sia per un Campionato probabilmente già finito.

Lasciamo ai pseudo giornalisti certi discorsi quando si parla di obiettivi, fallimenti e via cantando.

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