Argentino dal piede sinistro. Iridato Under 20 nel 1979. Acquistato dal Napoli. Sette stagioni in Italia. Ma non è Maradona. Anzi, non riferitelo a Diego perché potrebbe arrabbiarsi… Lui è Ramon Diaz, approdato in riva al Golfo dopo il Mundial iberico. Titolare nella gara d’esordio al Camp Nou, non giocò nella seconda partita del gruppo 3. Tornava in campo il 23 giugno ad Alicante, subentrando a Bertoni: Daniel aveva chiuso il match contro El Salvador, siglando l’ultima rete nella rassegna iridata. Il futuro attaccante gigliato avrebbe realizzato alla Seleçao l’unico gol nella Coppa del mondo.

Dai mari di Spagna alle acque di ‘Città nuova’, ma la deludente stagione del Napoli spinse Ferlaino a cederlo: tre campionati in Irpinia per ”El Puntero triste” e poi nel 1986 il trasferimento a Firenze. Nell’ultima stagione agonistica di Gabriele Oriali e Aldo Maldera. Explicit nella massima serie di Claudio Gentile e Giancarlo Antognoni. Incipit invece di Baggio. E’ stato proprio Diaz a conquistare quel calcio di punizione trasformato da Roby il 10 maggio ’87, nel giorno dello storico scudetto del Napoli. All’andata – 4 gennaio – i partenopei erano stati sconfitti, con Ramon autore del primo gol. Il raddoppio portava la firma della leggenda gigliata, all’esordio da titolare in quella stagione dopo l’ennesimo infortunio.

Due campionati in maglia viola, prima dell’Inter: la Beneamata aveva puntato su Madjer, virando poi su Diaz per la mancata idoneità dell’algerino (reduce da un infortunio a una coscia). La potenza di Aldo Serena da una parte, l’agilità dell’argentino dall’altra. E tanta complicità, con il ragazzo di Montebelluna capocannoniere del campionato. Nel torneo dei record -tredicesimo scudetto – Ramon ha realizzato dodici centri, come la ‘bomba’ a Pisa. E quella alla Fiorentina, all’ultimo appuntamento con il nostro calcio (quando Beppe Baresi festeggiava la cinquecentesima presenza in maglia nerazzurra): l’Inter aveva scelto Klinsmann, che andava ad aggiungersi ai connazionali Matthaus e Brehme. Quando era possibile tesserare (solo) tre stranieri.

Diaz si trasferì al Monaco, sperando di riabbracciare l’Italia. Ma si presume che l’assenza al Mondiale ’90 gli venne negata per i rapporti non idilliaci con Maradona. ”Salutammo Ramon con le lacrime agli occhi”, ha dichiarato qualche anno fa Riccardo Ferri in un’intervista al Guerin Sportivo.

di Antonio Capotosto

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