Il Napoli ancora una volta sbatte contro un muro, questa volta è quello granata, pareggiando la terza partita sulle ultime quattro. Ancelotti lancia Hysaj sulla fascia sinistra e Ospina tra i pali, per il resto formazione confermata come nella vittoriosa trasferta di Zurigo.

Gli azzurri nella prima frazione, così come Firenze, dominano in largo ed in lungo ma un pizzico di imprecisione ed anche di sfortuna non gli permettono di passare. Inizia il walzer delle occasioni con Milik che in girata mastica il tiro calciano fuori.

Ancora il polacco arriva in ritardo di un soffio su cross di Hysai. E’ tra i piedi di Insigne la palla goal più clamorosa del primo tempo, lo scugnizzo si presenta defilato solo davanti a Sirigu che con un pizzico di fortuna riesce a deviare in angolo. Nel finale ancora Milik in spaccata sfiora il palo.

Nella ripresa il Napoli ci prova con voglia e sacrificio ma con il passar dei minuti perde di lucidità e brillantezza. Le occasioni non mancano con Milik due volte e con Fabian ma Sirigu risponde sempre presente. Ancora tra i piedi dello scugnizzo arriva la palla goal più importante, tiro a giro e palo clamoroso a portiere battuto.

Nel finale con un Napoli sulle gambe in contropiede il Toro rischia anche di vincerla. La partita termina tra la rabbia partenopea e la delusione dei pochi tifosi accorsi allo stadio.

Il Napoli riesce nell’ardua impresa di ripetere la stessa partita di sabato scorso a Firenze, gara dominata con tante occasioni sciupate e purtroppo ancora zero reti. Chiaro che il terzo zero a zero su quattro partite diventa un campanello d’allarme, non tanto per il gioco o per la tenuta fisica ma è evidente che agli azzurri manca il guizzo finale e soprattutto la lucidità sottoporta.

Vero che i partenopei non sono assistiti dalla buona sorte, con quello di oggi siamo a diciotto pali in stagione, record europeo. Peccato, con i sei punti persi nelle ultime quattro partite si rischia di chiudere il campionato già a Marzo e questo non è un bene non solo per il Napoli ma per tutto il calcio italiano. Si vede lo zampino di Don Carlo, uomo di calcio, che è abituato a giocare per vincere ogni partita a prescindere la classifica ma forse non proprio tutti i giocatori hanno recepito questo messaggio, toccherà ad Ancelotti riprendere questi uomini.

Milik meno preciso del solito, sembra in un momento di calo. Bene Fabian in regia anche se nel finale accusa la stanchezza. Male Zielinski, troppo impreciso. Chiaro-scuro la prestazione di Malcuit, ottime chiusure ma anche tante palle perse ingenuamente. Mertens ancora una volta, anche entrando dalla panchina, non riesce ad incidere. Insigne bene ma con qualche sbavatura su alcuni controlli.

Il migliore ancora una volta è Allan. Chiudiamo con una piccola nota sull’arbitro. Mediocre, non all’altezza. Fischia falli inesistenti, inizia a dare cartellini gialli quasi a caso e per finire espelle Allan prendendo una clamorosa svista, fortuna vuole che il VAR lo riporta sulla retta via salvandolo da una bruttissima figura.

Giovedì ritorno di EL al San Palo contro lo Zurigo, sulla carta una formalità ma meglio non abbassare la guardia.

Si spera in un San Paolo più affollato rispetto a stasera, desolante vederlo così vuoto.

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