Roger Federer ha perso. Già di per sè questa è una notizia. Se poi ci mettiamo che il Re del Tennis lo abbia fatto su erba, e nello slam più importante del mondo dove vige sempre la sua legge, e dove ha sempre raggiunto almeno le semifinali negli ultimi 4 anni, la notizia diventa stravolgente. Ancora più di Cristiano Ronaldo alla Juventus o Le Bron James ai Lakers.

Il re del tennis ha perso, lo ha fatto contro Kevin Anderson. Uno dei tennisti maggiormente indicati a rappresentare il futuro di questo sport, e che nell’ultimo periodo non era in condizione, accumulando sconfitte evitabili.

Roger sognava di raggiungere quota 100 titoli a Wimbledon, ma già la sconfitta ad Halle ha dato indicazioni negative e ha smontato il sogno. Una sconfitta che indica la fine di un’era, dell’era più bella e lunga della storia, iniziata quando aveva solo 14 anni e diventò campione svizzero assoluto.

Se in Italia siamo particolarmente legati a King Roger, è per le molteplici “prime volte” di cui siamo protagonisti. Dall’esordio in Davis con la Svizzera, dove sconfisse nel singolo Sanguinetti, al primo titolo vinto in quel di Milano. La nostra speranza, e di tutti gli appassionati di questo magnifico sport, è che Roger possa riprendersi, e digerire questa sconfitta. Anche se la prospettiva non è delle migliori.

L’ultimo superstite della vecchia generazione, a questo punto, resta il nemico-amico Nadal, grande protagonista a sorpresa di questo Wimbledon. Il maiorchino in questi minuti si è aggiudicato la possibilità di accedere alle semifinali del grande slam, dove affronterà l’altro grande rivale storico di King Roger come Novak Djokovic (oltre allo stesso Anderson). La vecchia generazione è tutta nella mani dello spagnolo. A meno di un recupero del Re, che avrebbe del clamoroso, ma per il quale tutti facciamo il tifo.

A cura di Antonio Trametta & Francesco Paresce

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