Giuliano Sarti è stato un grandissimo portiere, tuttora considerato tra i migliori della storia della Serie A, oggi racconteremo la sua carriera fra trionfi e memorabili parate. Nasce a Castello d’Argile, comune emiliano in provincia di Bologna, il 2 ottobre del 1933, la squadra di seconda categoria del San Matteo della Decima lo fa debuttare nei campi verdi da gioco, più avanti nel 1950 passa alla Centese e successivamente alla Bondenese, queste squadre meno conosciute lo mettono in mostra e Giuliano tramite grandi parate e statistiche si fa subito notare dalle big del campionato. Infatti nel 1954 è la Fiorentina ad aggiudicarselo, e l’anno consecutivo lo schiera titolare al posto di Costagliola, e proprio in quell’anno i viola vincono il loro primo scudetto, perdendo solo all’ultima giornata contro il Genoa. Già a 22 ani quindi Sarti dimostrava doti esplosive degne di un futuro campione destinato a fare la storia e a scriverla tra i pali, in quegli anni infatti vince anche la Coppa Grasshoppers, una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe, possiamo dire che è stato il momento più brillante della sua carriera, fino al 1963, quando si trasferisce a Milano per difendere la porta nerazzurra dell’Inter. Non era una squadra normale, era la Grande Inter di Helenio Herrera, con la quale vince due volte il campionato, 1964-1965 e 1965-1966, inoltre si aggiudica due Coppe Intercontinentali. E’ in questi momenti che si nota la grandezza di un campione come Sarti, che fa parte di una lunga serie di campioni che hanno dato gioie ricoprendo uno dei ruoli più difficili in campo, dopo tutte queste vittorie, a palmarès in continuo aggiornamento, riceve diverse offerte, d’altronde i cinque anni passati all’Inter hanno fatto intendere la bravura e il talento subito notato dalla Juventus, che nel 1968 lo porta in bianconero. Molti pensano che con i nerazzurri potesse ancora dare molto, ma ci sono stati degli episodi che lo hanno messo sotto una luce negativa, infatti nel 1966 i nerazzurri perdono la finale di Coppa dei Campioni a Lisbona, e rimane nella storia l’errore di Sarti all’ultima giornata di campionato, che purtroppo fa perdere la squadra per 1-0 contro il Mantova, consacrando automaticamente la Juventus di Heriberto Herrera campione d’Italia. A Torino non venne schierato titolare, infatti fece da secondo a Roberto Anzolin, passò due anni venendo sempre meno impiegato fino al 1970 quando chiuse la carriera con l’Unione Valdinevole. Tra i suoi record ricordiamo quello di unico portiere fino ad ora ad aver disputato quattro finali di Coppa dei Campioni ed il primo a vincere un trofeo confederale. Era un portiere dotato di grandi qualità, una di queste era la freddezza, infatti riusciva a compiere grandi parate senza grandissimi tuffi, ma con la semplicità di chi è nato per giocare in quel ruolo. Inventore dello stile “geometrico”, ovvero il fatto di piazzarsi precisamente sulla linea di porta per affrontare gli avversari, rivoluzionò lo stile dei portieri futuri riuscendo ad emergere in un periodo colmo di estremi difensori come Dino Zoff. Sicuramente chi lo ha visto si sarà emozionato, possiamo solo cercare di ricordarlo come un grande tra i grandi, memorizzando e fantasticando sulla sua inconfondibile freddezza sotto porta, che lo ha reso eterno e  indimenticabile nella nostra storia.

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