Carlo Parola è stato un calciatore fra i più importanti della storia del nostro calcio, memorabile difensore di grande personalità rimasto nella memoria di grandi e piccini perchè divenuto l’icona dei Calciatori Panini grazie alla sua storica rovesciata. Nasce a Torino il 20 settembre del 1921, i primi calci al pallone li da a Cuneo, dove si trasferì orfano insieme alla madre, poi tornò a Torino per lavorare come operaio Fiat e contemporaneamente iniziò a giocare nella Juventus, con i bianconeri infatti inizia la sua carriera da professionista, nel 1936 inizia con le giovanili, tre anni dopo passa in prima squadra. Diverrà una bandiera del club torinese con ben quindici stagioni a carico, con questi vinse una Coppa Italia e due scudetti, il tutto coronato da 334 presenze. Venne ceduto a fine carriera alla Lazio, squadra con la quale disputò sette partite per poi appendere gli scarpini al chiodo, purtroppo con la Nazionale non ebbe  molti trionfi e collezionò solo dieci presenze. Viene ricordato anche per la carriera da allenatore, infatti iniziò subito nella panchina della Lazio come vice di Luigi Ferrero, poi portò l’Anconitana in Serie C e infine approdò alla Juventus, la squadra dove aveva giocato per quasi tutta la carriera. Con i bianconeri inizia ad allenare nel 1959 e durante i primi due anni riesce a dominare in modo assoluto la classifica, vince consecutivamente Coppa Italia e campionato, era la Juventus di Boniperti e Sivori, ma il terzo anno risulterà disastroso, i torinesi si ritroveranno dodicesimi in classifica e iniziarono così i cattivi rapporti con la dirigenza, i guai fisici di John Charles e il ritiro dal calcio giocato di Boniperti fanno risultare Parola un allenatore di poco polso non più in grado di guidare il gruppo, lascia quindi la panchina bianconera nel 1962, per sedere invece in quella del Prato. Con questi ultimi vince il girone di Serie C, e dopo un solo anno andrà prima al Livorno e poi al Napoli, con il Novara vince il girone di Serie C e si aggiudica il Seminatore d’Oro, premio dato al miglior tecnico di un campionato, inoltre coi piemontesi contribuisce a scoprire due grandi talenti, ovvero Felice Pulici e Renato Zaccarelli. Proprio come da calciatore finì la sua carriera in panchina nella Juventus, chiamato da Boniperti, divenuto presidente, sostituì Čestmír Vycpálek, vinse nel primo anno lo scudetto ma l’anno successivo, nel 1976, terminò al secondo posto venendo esonerato e abbandonando la carriera di allenatore. Parola era un difensore di classe e di grandissimo talento, tuttora considerato tra i difensori più bravi del XX secolo è ricordato per esser stato una bandiera della Juventus e un giocatore richiesto a livello internazionale, nonchè considerato erede del grande Luis Monti. La sua grande notorietà è dovuta anche alla memorabile rovesciata del 15 gennaio 1950 dove, in Fiorentina-Juventus, Parola ultimo difensore con un gesto tecnico che forse non rivedremo più fermò l’attaccante viola, oltre ad essere una grande immagine rimasta nella memoria di tutti è anche un simbolo che per generazioni e tuttora accompagna gli appassionati di figurine Panini che se la ritrovano sempre in copertina. Carlo Parola è morto a Torino il 22 marzo del 2000 dopo una lunga malattia, non possiamo dimenticarcelo e non potremmo mai, ci sarà qualcuno che avrà creduto o pensato che quel grande gesto tecnico sia stato disegnato, ma è accaduto veramente, e ci sarà qualcuno che vedendo Parola ultimo uomo avrà pensato a un gol sicuro, ma il ruolo del calciatore Carlo lo ha sempre saputo interpretare, perchè in fondo sono le giocate e i gesti tecnici come quello a farci rimanere sempre a bocca aperta, ancora una volta.

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