Franco Causio è un ex calciatore ricordato sempre con grande piacere, primo a rivestire il ruolo del tornante, ricordato soprattutto dai tifosi bianconeri che lo videro militare nel momento migliore della sua carriera, il momento che lo imprimerà nella memoria degli appassionati. Nasce a Lecce l’1 febbraio del 1949, e proprio qui, nella sua città natale inizierà il suo cammino nei campi verdi di calcio, infatti in maglia giallorossa passerà dalle giovanili alla prima squadra, dopo una stagione, nel 1965 rimarrà in Serie C vestendo la casacca rossoblu della Sambenedettese, anche qui rimarrà per un solo anno. La svolta dovrebbe arrivare con il suo acquisto da parte della Juventus, che però non ne sfrutta a pieno le qualità e Causio dopo una sola presenza in due stagioni passa alla Reggina, poi al Palermo e finalmente, nel 1970 la Juventus decide di riprenderlo in squadra. Con i bianconeri questa volta militerà per ben undici stagioni, diventando una colonna e una bandiera dei piemontesi, nella prima stagione Armando Picchi gli regala la gioia delle prime presenze in campo, ma nella stagione successiva, a causa della prematura scomparsa di Picchi, Cestmir Vycpalek consacrò il momento di forma migliore per Causio, quest’ultimo infatti è titolare fisso e aiuta la sua squadra a conquistare, dopo anni di delusioni, lo scudetto, superando il Torino primo in classifica con una tripletta all’Inter. L’anno successivo arriva il secondo scudetto consecutivo, è la memorabile stagione in cui i bianconeri superano lo sfortunato Milan, i rossoneri perdono contro il Verona durante l’ultima giornata di campionato e regalano ai torinesi la gioia del campionato vinto. Nelle successive stagioni i torinesi rimarranno a secco di trofei sotto la guida di Carlo Parola, ma nel 1976 il presidente Boniperti decide di affidare la guida della squadra a un giovane allenatore, proprio come fece con Picchi, stiamo parlando di Giovanni Trapattoni. Trapattoni regala alla Juventus grandissime gioie, con il suo 4-3-3 dove spiccano i nomi di Scirea,Causio,Tardelli,Boninsegna solo per citarne alcuni, la Vecchia Signora diventa una squadra fortissima, nella stessa stagione arriveranno lo scudetto dei record e il primo trofeo europeo della società, la Coppa UEFA. Qualcosa però si rompe nella stagione 1980-1981, infatti il Barone venne ceduto all’Udinese, i cattivi rapporti con Trapattoni e le credenze di molti sulla fine della sua carriera lo portano inevitabilmente all’allontanamento sia dalla Nazionale che dalla sua amata Juventus. Ma con i friulani dimostrerà a tutti che si sbagliavano, per l’Udinese quegli sono gli anni d’oro dove i protagonisti della squadra, Zico e Causio, regalano giocate e grande divertimento in campo, proprio durante questo periodo vincerà il Mondiale di Spagna 1982 con la Nazionale azzurra, riscattandosi a pieno. Nel 1984 andrà all’Inter, poi per il desiderio del padre al Lecce per chiudere la carriera nel 1988 con la maglia della Triestina, giocando l’ultima partita proprio contro la Juventus, contro la squadra che lo aveva prima rilanciato e poi erroneamente snobbato, sarà l’anno del ventiduesimo scudetto bianconero. In totale Causio ha conquistato 6 scudetti, una coppa italia e una Coppa Uefa tutte con la Juventus, in Nazionale diede un sostanziale tributo che lo renderà celebre grazie alla vittoria dei Mondiali del 1982, ricorderà con queste parole il viaggio di ritorno con il Presidente della Rebubblica Pertini, mentre giocavano a carte: «Indelebile. Io ero in coppia con Bearzot, il presidente con Zoff. Io feci una furbata: calai il 7, pur avendone uno solo. Pertini lo lasciò passare e Bearzot prese il settebello. Abbiamo vinto così quella partita». Era schierato come ala e fu il primo a rivestire il ruolo del tornante, ovvero il centrocampista, messo in avanti come ala offensiva, che ha il compito di retrocedere a sostegno del centrocampo e della difesa, ruolo che rivestì con Trapattoni. Era soprannominato il Barone, e non potremo mai dimenticare le sue fantastiche giocate, simbolo di un ruolo che lui sapeva rivestire come pochi, lo ricordiamo nella magica Juve e in coppia con Zico, il suo Palmarès è pieno di trofei vinti coi bianconeri, e bisogna riconoscere che quella magica coppia a Udine regalava in una partita tutta la gioia che poteva regalare la vittoria di uno scudetto.

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