Varazze, 27 ottobre 1948, questa la data di nascita del grande Maurizio Turone, un nome che a molti risveglierà lontani e piacevoli ricordi, racchiusi nella carriera di un grandissimo calciatore. E’ il 1968 la data dell’inizio della sua carriera con la maglia del Genoa, una squadra alla quale rimarrà legato, ma dopo le quattro stagioni  disputate viene acquistato dal Milan. Con i rossoneri vive un momento molto bello, infatti riuscirà a conquistare, insieme ai compagni, due scudetti e una Coppa delle Coppe, ma successivamente scende di tono e veste i colori caldi del Catanzaro, e dopo una stagione arriva alla Roma. Senza dubbio il momento giallorosso è quello al quale il suo personaggio viene più facilmente ricondotto, infatti passerà qui tre stagioni che rimarranno memorabili perchè racchiuse in un unico e sconvolgente episodio che si dice abbia segnato e inasprito la grande rivalità che ha sempre caratterizzato le partite fra Juventus e Roma. Era il 10 maggio 1981, una di quelle partite che non vedremo più, semplicemente perchè si sarebbe deciso chi sarebbe stato il vincitore di quel campionato, la parola chiave della gara? “Nervosismo in campo” ovviamente, ad arbitrare la gara c’era lo storico Bergamo, e per una volta vale la pena ricordare anche il cognome del guardalinee Sancini; arriva il fischio d’inizio e Furino fa subito capire che la gara non sarà tranquilla, gettandosi su Falcao, e guadagnandosi il primo cartellino giallo della gara a pochi minuti ( nel proseguire della gara Furino verrà anche espulso). Siamo più o meno al 27′ e la Roma vuole aggiudicarsi un appuntamento con la storia, bastano tre nomi: Conti-Pruzzo-Turone, arriva quindi il gol del vantaggio, Bergamo si prepara a fischiare per convalidare il gol ma non lo farà, o meglio lo farà, ma per annullare la rete su segnalazione del guardalinee Sancini; un grido di rabbia si leva dalle corde vocali di Turone, mentre alle sue spalle Zoff fa intendere la sua approvazione per la decisione finale del direttore di gara. Nulla da fare, quella partita finirà 0-0, un pareggio che favorirà la Juventus e oltre ad aggiudicarsi il risultato otterrà anche il primo posto e la conquista dello scudetto, ricorderà così quel momento il direttore di gara Bergamo: «Lancio di Conti, colpo di testa a proseguire di Pruzzo e volo vincente di Turone. Convalidai la rete, per me era regolare, ma mi accorsi che Sancini, mio fidato guardalinee – all’epoca le terne erano fisse, l’altro collaboratore si chiamava Ravaglioli – aveva la bandierina alzata. Innestai la retromarcia e annullai, non potevo fare altro».  Seguono le parole del guardalinee Sancini, dopo anni dallo storico episodio: «Ho visto e rivisto quell’azione in tv e non ho dubbi, fuorigioco certo, il gol era proprio da annullare», e non possiamo non chiudere la causa con le parole dello stesso Turone: «Il film di quella rete l’ho ben impresso nella memoria: cross di Bruno Conti, sponda aerea di Pruzzo e mio gol di testa in volo d’angelo. Un carpiato con avvitamento che avrebbe voluto dire scudetto. Sono un po’ stanco di parlarne, la gente me lo chiede continuamente, è diventata quasi un’ossessione. Vent’anni dopo mi fa un po’ rabbia essere ricordato solo per quello. Sono stato un buon calciatore, ho giocato nel Genoa, nel Milan e nella Roma». Negli anni a venire questo episodio è diventato il centro di numerose discussioni, le polemiche accerchiarono il ricordo di quel momento come se in qualche modo si potesse tornare indietro nel tempo e rifare tutto, ma come tutti sanno non accadde nulla e il povero Turone rimase per molti anni ricordato solo per quell’episodio. Successivamente, una volta andato via dalla piazza giallorossa, approdò al Bologna che aveva appena guadagnato la retrocessione in Serie B, ma come se non bastasse, l’anno successivo il club rossoblu retrocedette ancora in C1, e proprio nelle serie minori, più precisamente in C2, Turone concluse la sua carriera, prima con il Savona e poi con la Cairese. E’ stato un giocatore spesso fondamentale e il palmrès fa notare quanto sia stato importante per diverse squadre, forse è vero, non andrebbe solo ricordato per quel gol e quell’azione, ma si sa, della storia ci ricordiamo solo i grandi fatti, anche se è passato molto tempo ci sarà sicuramente qualcuno che, riguardando quel video, si continuerà a interrogare all’infinito sulla posizione di Turone prima del gol che, anche se per poco, fece sognare molti.

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