Antonello Cuccureddu è uno di quei personaggi un po’ schivi dei quali non tutti si ricordano, a volte viene da pensare che meritasse di più di quello che realmente ha seminato, ma ha sulle spalle una carriera di tutto riguardo, volta alla conquista di numerosi trofei che lo hanno reso celebre e importante agli occhi di molti tifosi. Nasce ad Alghero, in Sardegna il 4 ottobre del 1949, ha origini molto umili, ma la sua fortuna di avere un padre presidente della piccola società calcistica chiamata Rinascita, lo porta ad avvicinarsi ai campi verdi. Il Fertilia è la sua meta successiva, squadra dove Antonello ricopre il ruolo di centrocampista e jolly in difesa, con la piccola formazione sarda vince il campionato di Seconda Categoria. Viene notato e acquistato dalla più nota Torres, che in Serie C lo schiera come centrocampista puro e inizia a farsi sempre più notare grazie a spiccate qualità fisiche, ne approfitta quindi il Brescia che rimase per una stagione in Serie B riconquistando subito, grazie anche all’apporto di Cuccureddu, la promozione nella massima serie; l’allenatore Arturo Silvestri, conosciuto con il soprannome di Sandokan per gli appassionati, crede nel giovane isolano e lo schiera spesso titolare per il piacere di squadra e tifosi.

Successivamente in Coppa Italia gioca contro la Juventus, la squadra che ama sin da bambino e della quale ha sempre sognato di vestirne i colori, e ci riuscirà perchè quella partita lo rende celebre grazie all’ottima prestazione e alla buona marcatura su Del Sol che convince in pieno la dirigenza della squadra bianconera. Il 16 novembre 1969, questa la data del suo debutto coi torinesi e inoltre la stessa del suo primo gol con la nuova maglia, un debutto che segna nella sua carriera un momento speciale che lo porterà ai vertici del calcio italiano, infatti è memorabile il suo gol del 20 maggio 1973 quando Cuccureddu regalò la vittoria del quindicesimo scudetto ai bainconeri, per chi se lo ricorda era quella partita che poteva spodestare il Milan che quel giorno perdeva 5-3 in quella strana partita a Verona dove doveva essere tutto molto più facile. L’anno successivo con 12 gol è stato uno dei giocatori migliori dell’anno riuscendo a rimanere più volte in testa alla classifica marcatori, che alla fine non è riuscito a conquistare, e lo stesso numero dei gol rappresenta quello delle stagioni a Torino, era un membro insostituibile della Juventus di Vycpálek, Parola e Trapattoni; e nel suo palmarès bianconero ci sono ben sei scudetti, una Coppa Italia e la nota Coppa UEFA del 1976, il primo trofeo europeo del club. Nel 1981 si trasferì alla Fiorentina dove duellò un anno intero contro la sua ex squadra per la conquista dell’ennesimo scudetto che alla fine i viola non riuscirono a conquistare, chiuse quindi la carriera nel 1984 in Serie C2 con la maglia del Novara.

E’ stato un giocatore davvero versatile, capace di farsi strada dalle trafile più sperdute di un piccolo campo di calcio in Sardegna, a una vera e propria esperienza generale in campo che lo ha portato a rivestire ben tre ruoli diversi, il bello è che rimane impresso in ognuno di questi, divenuto infatti uno dei difensori/centrocampisti più prolifici della SerieA. Più avanti quelle doti offensive lo celebrarono come calciatore “rude” e vecchia scuola, infatti possedeva un destro potente e preciso, da ricordare anche i suoi rigori spesso centrali e molto potenti, quasi a voler sfidare il portiere che doveva parare una vera e propria meteora. Cuccureddu rappresenta l’umiltà di un calcio passato, nel quale se avevi talento potevi andare avanti e raggiungere il tuo sogno più grande, a volte lasciando anche il segno.

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