Nato nel 1941, Mario Corso, soprannominato “Piede sinistro di Dio” o “Magico Corso”, è stato un giocatore della Grande Inter dal 1958 al 1973. Fantasista nerazzurro, piccolo fisicamente e con un ciuffo di capelli neri, Mario Corso non aveva proprio le sembianze di un vero calciatore. Secondo quello che dice Paolo Brera, grande giornalista del periodo, Corso era molto pigro e svogliato. Rimaneva assente dal gioco per lunghi tratti della partita senza nemmeno toccare palla. Ma così, all’improvviso, era capace di tirare fuori il coniglio dal cappello, con un passaggio smarcante o con un tiro a effetto con il suo magico sinistro. Sempre Brera, parla del piede destro di Corso definendolo quasi una stampella, che serviva solo a camminare.

Il suoi colpi di genio

Il punto forte di Corso erano sicuramente le punizioni quasi a campana, soprannominate “a foglia morta”. Si trattava di tiri che fluttuavano nell’aria e che improvvisamente cadevano in picchiata, ingannando pure i migliori portieri. Era abile pure nei dribbling, ma se la palla gli capitava per sbaglio sul destro, era costretto a rientrare sempre. Corso non aveva vie di mezzo. Quando era in giornata realizzava delle giocate da urlo e incantava, quando non era in forma era spesso fuori dagli schemi. Ciò gli permise di avere una strana qualità. Quando prendeva palla lui lo stadio ammutoliva, nella speranza che potesse creare delle buone occasioni magari con qualche lancio. Pochi giocatori nella storia del calcio hanno questa qualità nell’attirare attenzioni, e ora possiamo dire che ce l’ha Messi.

I suoi problemi con le cessioni

A Herrera (allenatore dell’Inter del periodo) lo stile di Corso non piaceva e ogni fine stagione cercava di cederlo. Ma era di un’altra opinione il presidente Moratti, che lo riteneva fondamentale. Il tecnico nerazzurro non riusciva mai a trovargli una zona precisa in campo. O giocava come mezz’ala, o come fantasista o addirittura come prima punta, con scarsi risultati. Nel 1973 finalmente l’Inter è riuscito a cederlo al Genoa, dove ha giocato due anni prima di ritirarsi.

Palmares

Con l’Inter e il Genoa ha vinto 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali in 17 anni di attività.

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